Sveva Barbaglio

Ciao, sono Sveva

Ciao, sono Sveva, arteterapeuta clinica. Attraverso il processo creativo accompagno persone di ogni età a dare forma a emozioni, vissuti e risorse personali, in uno spazio accogliente dove non è necessario saper creare per iniziare a conoscersi.

La mia visione

Credo che ogni persona possieda un modo unico di dare forma ai propri vissuti, per questo non esistono percorsi uguali: ogni storia richiede ascolto, tempo e strumenti differenti.

L'arte può accogliere il dolore, la gioia, le paure, i desideri e diventare un ponte verso quelle parti di sé che spesso non trovano spazio nelle parole.

L'argilla, il colore, il collage, la carta o il filo non sono semplici materiali, ma linguaggi diversi: ognuno offre possibilità differenti di entrare in relazione con sé stessi e con il proprio mondo interiore.

Credo nel valore della lentezza, nel concedersi il tempo di sperimentare, sbagliare, fermarsi e ricominciare, perché spesso è proprio nel processo creativo, più che nel risultato finale, che avvengono i cambiamenti più significativi. Il processo creativo non viene utilizzato per produrre un'opera d'arte, ma per dare forma a ciò che spesso fatica ad essere espresso a parole.

Sono costantemente alla ricerca di nuove tecniche artistiche e materiali da integrare nella pratica terapeutica, convinta che ogni linguaggio creativo possa aprire possibilità diverse di espressione e consapevolezza.

È questo il percorso adatto a te?

Ognuno di noi possiede un linguaggio creativo capace di raccontare ciò che spesso le parole non riescono ad esprimere.

Accompagno bambini, adolescenti, adulti e anziani in percorsi individuali e di gruppo, adattando ogni proposta alla persona, alla sua storia e ai suoi bisogni.

L'arteterapia si rivolge a persone di ogni età e può accompagnare chi sta attraversando momenti di vita molto diversi tra loro, così come chi vive una situazione di fragilità.

Un cambiamento importante, una perdita, una diagnosi, un periodo di ansia, una difficoltà relazionale o semplicemente il desiderio di conoscersi meglio possono rendere difficile dare un nome a ciò che si prova.

L'arteterapia offre uno spazio in cui esplorare questi vissuti attraverso il processo creativo, nel rispetto dei tempi, delle modalità e dell'unicità di ciascuna persona.

Non è necessario trovare subito le parole.

A volte sono il gesto, il colore o la materia ad aprire una strada verso ciò che stiamo vivendo.

Percorsi proposti

Percorso individuale

Uno spazio dedicato all'ascolto di sé, dove il processo creativo diventa uno strumento per esplorare emozioni, vissuti e risorse personali.

Ogni percorso nasce dall'incontro tra la persona e la relazione terapeutica. Viene costruito insieme, nel rispetto della storia, dei tempi e dei bisogni di ciascuno, senza che sia necessaria alcuna esperienza artistica.

Il percorso inizia con un primo colloquio conoscitivo, durante il quale ci prenderemo il tempo per conoscerci, comprendere la tua richiesta e valutare insieme gli obiettivi del percorso.

Percorso di gruppo

Un'occasione per creare, condividere e scoprire nuove parti di sé attraverso l'arte.

Il gruppo offre la possibilità di sentirsi meno soli, riconoscersi nelle esperienze degli altri e scoprire la forza del percorso condiviso.

Esperienze per professionisti

Progetto workshop, percorsi esperienziali e momenti formativi dedicati a professionisti della relazione d'aiuto, enti, aziende e realtà del territorio interessati a integrare il linguaggio dell'arteterapia nei propri contesti.

Progetti per scuole, associazioni e servizi

Percorsi costruiti su misura per le esigenze di ogni realtà.

Collaboro con scuole, cooperative, centri educativi, servizi sanitari e associazioni per progettare interventi di arteterapia rivolti a bambini, adolescenti, adulti e anziani. Ogni proposta nasce dal dialogo con l'équipe e viene adattata agli obiettivi del contesto non solo per gli ospiti ma anche per gli operatori stessi.

Collaborazioni

L'arte crea connessioni. Anche tra professionisti.

Mi piace progettare percorsi insieme ad altre figure professionali, intrecciando competenze, linguaggi e sensibilità differenti. Credo che la collaborazione possa dare vita a progetti capaci di generare nuovi sguardi, nuove connessioni e occasioni di crescita condivisa.

Il metodo

Il mio lavoro si ispira al modello di Edith Kramer “Art Care”, fondato sul valore terapeutico del processo creativo.

Attraverso l'utilizzo libero e non giudicante dei materiali artistici, l'arteterapia offre uno spazio protetto in cui poter esprimere emozioni, dare forma al proprio mondo interiore e favorire processi di consapevolezza, trasformazione e benessere.

Ogni percorso è unico, ma ci sono alcuni principi che guidano il mio modo di lavorare.

⭐ I materiali

In arteterapia i materiali non sono semplici strumenti, ma parte integrante del processo.

L'argilla, il colore, la carta, il filo, il collage o il pastello offrono esperienze diverse e possono facilitare modalità differenti di entrare in contatto con sé stessi.

La scelta dei materiali non è casuale: nasce dall'ascolto della persona e degli obiettivi del percorso.

Come scrive Edith Kramer: “L'arte rispetta la materia senza essere materialista.”

⭐ L'elaborato

L'elaborato finale non è un esercizio artistico né il risultato da valutare.

È la traccia di un'esperienza, la forma che il processo creativo assume in quel momento.

Per questo durante gli incontri non propongo schede prestampate, modelli da copiare o indicazioni su come “realizzare bene” un'opera. Ciò che emerge nasce dall'esperienza personale e trova il proprio significato all'interno del percorso.

⭐ Il processo, non l'interpretazione

L'arteterapeuta non interpreta un disegno come fosse un test e non formula diagnosi attraverso ciò che viene creato.

Il mio compito è osservare il processo creativo, accogliere ciò che emerge e sostenere la persona nel suo percorso, offrendo quando necessario quella che Edith Kramer definisce la terza mano: un aiuto discreto che facilita il fare senza sostituirsi all'altro.

⭐ Conta più il processo del risultato

In arteterapia non esistono elaborati giusti o sbagliati.

Ci sono giornate in cui il lavoro prende la forma di un'immagine complessa e altre in cui tutto si raccoglie in pochi segni o in uno scarabocchio.

Anche quello ha valore.

L'obiettivo non è creare qualcosa di bello, ma dare forma a ciò che si sta vivendo. Perché spesso è proprio nel processo creativo, più che nel risultato finale, che avvengono i cambiamenti più significativi.

Il mio percorso

L'arte ha sempre fatto parte della mia vita. Fin dall'adolescenza è stata per me uno strumento di conoscenza, cura e trasformazione. Dopo aver sperimentato in prima persona il suo potere rigenerativo, ho scelto di approfondirne il valore terapeutico, formandomi come arteterapeuta per accompagnare altre persone nel loro percorso di consapevolezza e crescita personale.

Dopo la laurea triennale in Comunicazione e Didattica dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, nel 2021 ho iniziato il percorso di formazione presso Lyceum Academy di Milano, scuola professionale di Arti Terapie riconosciuta e accreditata da enti competenti tra cui MIM e Regione Lombardia, conseguendo nel marzo 2025 il diploma in Arteterapia Clinica.

Da marzo 2026 sono iscritta al registro nazionale degli arteterapeuti APIaRT (n. 867).

La formazione in Arteterapia Clinica

La mia formazione, articolata in 1500 ore tra teoria, pratica laboratoriale, tirocini, supervisione e formazione a distanza, mi ha permesso di fare esperienza in diversi contesti e con differenti fasce d'età.

Il primo tirocinio professionalizzante si è svolto nell'ambito dell'infanzia presso la Scuola Statale dell'Infanzia “S.F. Cabrini” di Lodi; il secondo, rivolto all'adolescenza, presso il centro diurno dell'Associazione francescana “Qiqajon” di Milano; il terzo presso la Comunità “Oasi 7 casa Mahima” di Boffalora d'Adda, struttura residenziale per uomini tossicodipendenti e alcoldipendenti.

La mia tesi finale, dal titolo “Il bisogno di cura nell'adulto - Esperienza di conduzione di un percorso di arteterapia per un gruppo di uomini adulti in un contesto di tossicodipendenza”, nasce proprio dall'esperienza diretta maturata durante il tirocinio clinico del terzo anno.

Associazioni e Volontariato

Dal 2026 sono vicepresidente dell'associazione B612, che si occupa di raccolte fondi e attività ludico-ricreative per i bambini della comunità mamma-bambino in cui lavoro.

Sono inoltre socia dell'associazione culturale Stigma, realtà composta da giovani professionisti del territorio cremasco che promuove una rete multidisciplinare di supporto e attenzione al benessere della persona.